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Samedi 17 mars 2012 6 17 /03 /Mars /2012 03:07

Nicola Moscardelli

            Tratto tratto si legge dei provvedimenti che le autorità sacre o profane prendono contro le oscenità sia della strada sia delle parole.

            Nel linguaggio corrente delle bocche sacre o profane, non esiste oscenità che nel sesso ed in tutte le esibizioni che tentano influire su di esso. Per noi che consideriamo l’Amore non come sola funzione sessuale anche il concetto di osceno è diverso.

            Per noi è Amore la forza che muove il Sole et l’altre stelle, la forza che fa fiorire il seme maturare il frutto e regola le stagioni: per noi è amore l’attrazione degli atomi, l’attrazione dei mondi, l’attrazione di tutte le creature. Di questo Amore, l’amore sensuale e sessuale non è che una parte cosi’ come la zoologia non è che una parte della Storia Naturale cosi’ come l’algebra non è che una parte della Matematica.

            Alla luce di questo concetto non è osceno soltanto cio’ che turba la sfera sessuale, ma è osceno cio’ che turba la sfera morale dell’uomo, tutto cio’ che menoma l’armonia dell’universo.

            Ebbene le donne eccessivamente scollate e le stampe licenziose non sono che una minima parte dell’oscenità trionfante. Vi sono ben altri spettacoli assai più rivoltanti ai quali nessuno osa gridare il suo: basta!

            Se è vero, come è vero, che su questa terra a nessusno dovrebbe essere negato un ricovero, è osceno che dei figli dell’uomo dormano sulla pietra dura sotto il cielo clemente o inclemente. E’ osceno che mentre la miseria bussa a tutte le case degli umili, la ricchezza più spudorata faccia mostra di sè, la quale è oscena pur se abbia le spalle accuratamente coperte. E’ osceno che nella compagine sociale la malattia sia un errore da espiare e la miseria una colpa da redimere. E’ osceno che il Danaro sia l’unica e sola pietra di paragone a cui si debbon saggiare pensieri ed azioni di tutti. E’ osceno vedere il male e fingere di non lo vedere: ed è infine osceno di mescolare il sacro ed il profano, certo assai più osceno dell’abbraccio di una coppia all’ombra di un albero in un giardino pubblico.

 

Testo tratto da “L’altra Moneta”

Guanda editore Modena 1933

Par antonio - Publié dans : société - Communauté : Esotérisme et Spiritualité
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